mercoledì 29 dicembre 2010

LA FUNIVIA DEL GRAN SASSO NON RIAPRE: DI CHI SONO LE RESPONSABILITA' ?

    E’ incredibile quello che succede a L’Aquila per la riapertura della funivia di Fonte Cerreto, dopo 8 mesi di blocco che ha penalizzato il turismo aquilano ed ha impedito la fruizione del Gran Sasso, unica vera risorsa del territorio, soprattutto ora che la città è disastrata.
    Quando il nastro era pronto per essere tagliato da Letta e Bertolaso, ci si è accorti che un pezzo del motore si era sgranato e che l’impianto non poteva più essere collaudato! E così, senza dare conto  dei ritardi e delle lungaggini burocratiche  ingiustificate, ma anche senza chiedere scusa agli aquilani, agli esercenti, agli operatori turistici agli amanti della montagna, il Centro Turistico informa con una fredda nota: la funivia non è ancora a posto, tornate a casa!
   In una condizione normale di responsabilità democratica e di rispetto istituzionale, ci sarebbero già state le dimissioni del Presidente e del Direttore dell’Azienda che ha la gestione e la cura dell’impianto del Gran Sasso.
   Gli Aquilani sono pazienti e sopportano tutto, anche le inefficienze della pubblica amministrazione e, quindi, non protestano, ma poi non possiamo lamentarci se il turismo estivo ed invernale nostrano, nonostante le grandi potenzialità del territorio, sul piano dell’organizzzione e dei servizi è a livello di terzo mondo…
    In questoi caso, la responsabilità ha un nome ed un cognome aquilano, riguarda gli amministratori di un’azienda, nominati dal Sindaco di questa città : gli uni e l’altro debbono sapere, al di là delle specifiche responsabilità, che inconvenienti di questo genere non sono tollerabili e non giovano alla rinascita di un territorio.


L’Aquila, 29-12-2010

Lelio De Santis
                              Coordinatore   Italia dei Valori   -   L’Aquila

martedì 28 dicembre 2010

L'INFORMAZIONE ABRUZZESE, IN PARTICOLARE LA RAI, E' ASSERVITA AL POTERE MA TUTTI TACCIONO...

    In questi giorni, sulla vicenda RAI nei palazzi del potere politico regna il silenzio assoluto, nonostante che il Sindacato Giornalisti abruzzesi abbia ripetutamente denunciato ”i condizionamenti e le ingerenze della politica negli assetti e nel lavoro delle redazioni, in particolare, in relazione all’intendimento dei Vertici aziendali di provvedere ad un avvicendamento al comando, con la nomina di un nuovo Caporedattore”.
    E’ nota a tutti la scarsa autonomia delle testate giornalistiche abruzzesi ed il condizionamento dei tanti operatori dell’informazione scritta o televisiva, che cercano a fatica di dare voce alle diverse posizioni politiche, ma il tentativo di cambiare in modo inusuale la guida della sede regionale della RAI è il peggiore esempio di imposizioni di nomine ad personam, violando le procedure  e condizionando le professionalità dell’Azienda.
    E così,  continua la gestione clientelare della TV di Stato e lo sperpero delle risorse pubbliche, senza affrontare il problema del rilancio complessivo della testata, alzando il livello della competenza ed allargando il campo dei servizi a tutto il territorio abruzzese.
    Bisogna ricordare a tutti che la RAI è regionale: è la RAI d’Abruzzo e non la RAI di Pescara, come taluni ritengono!
    L’Abruzzo interno e L’Aquila meriterebbero più attenzione: una sede dignitosa e non uno scantinato, un organico adeguato e non un solo, seppure bravo, giornalista, anche in considerazione della grande mole di lavoro derivante dalle accresciute esigenze informative della ricostruzione post terremoto.
    Evidentemente, anche il potente marsicano,De Laurentis, membro del C.d.A. della RAI e Presidente dell’U.D.C. - in una condizione di chiara incompatibilità  è più dedito alla definizione delle nomine che a potenziare il servizio RAI in tutta la Regione ed, in particolare, a L’Aquila, la cui complessa e straordinaria situazione a seguito del sisma dovrebbe consigliare di dotare la sede aquilana di personale e mezzi adeguati, invece di continuare a spendere ancora per anni risorse ingenti per missioni quotidiane di personale pendolare da Pescara.
    Ma i maggiori Partiti, PdL e PD, il Presidente, Pagano, il Presidente ,Chiodi, i Parlamentari abruzzesi, sono tutti in religioso silenzio, forse perché complici o forse perché disinteressati alla libertà ed al pluralismo dell’ informazione?
    In una Regione normale, con un sistema democratico normale, sarebbe stato da tempo convocato un Consiglio Regionale straordinario per affrontare i problemi dell’informazione e per comprendere il ruolo della RAI, che sono questioni non riservate o per addetti ai lavori, ma che attengono alla democrazia di una società.
    Nella nostra Regione, invece, spesso si preferisce parlare di aria fritta.
L’Aquila, 28-12-2010
                                             Lelio  De Santis
                                    Esecutivo Regionale   Italia dei Valori

giovedì 23 dicembre 2010

LA DIRETTIVA CICCHETTI? IL PROBLEMA CICCHETTI, NON LA DIRETTIVA.

    Con questa Direttiva il Vice Commissario Cicchetti, nell’intento di risparmiare denaro e di impedire le furbizie, ha creato sconcerto e preoccupazione nei cittadini, che rischiano così di passare il Natale sotto i ponti.
    Un intento giusto perseguito con un mezzo sbagliato è inutile e dannoso, quando basterebbe assumere due normali e semplici decisisioni:
- colpire solo i furbi ed i disonesti con controlli severi, senza vessare gli aquilani con atti generalizzati;
- far rientrare i cittadini che hanno ristrutturato le loro case B e C, con verifiche nei cantieri aperti e con la chiusura effettiva dei lavori e conseguente  agibilità.
     Ma ancora più importante è rimuovere la causa dello sconcerto dei cittadini:
chiedere le dimissioni del Vice Commissario Cicchetti, che ha dimostrato di non avere conmpetenze né sensibilità adeguate per assicurare assistenza alla popolazione.
    In questo modo , un risparmio certo ci sarebbe senza creare disagio a nessuno:
sarebbero risparmiati 40.000 euro al mese, lo stipendio del dr. Cicchetti, che sono un’offesa al buon senso ed una provocazione per i tanti cassintegrati, disoccupati o lavoratori a 1.000 euro al mese!
    Il Sindaco Cialente e l’Assessore Pezzopane, oltre a criticare la Direttiva incriminata, perché non chiedono le dimissioni di Cicchetti, che ha dimostrato di non essere di alcun aiuto alla vita degli aquilani?

L’Aquila, 23-12-2010
                                              Lelio De Santis
                        Coordinatore  Italia dei Valori    L’Aquila

LA PROROGA DELLE TASSE: BASTA CON LE ELEMOSINE. PROBLEMA L'AQUILA-PROBLEMA ABRUZZO.

    Sotto l’albero di Natale gli Aquilani hanno trovato la proroga di appena 6 mesi della restituzione delle tasse sospese per gentile concessione del Governo Berlusconi, su intercessione del Presidente Chiodi: bisogna festeggiare e ringraziare il Governo o bisogna alzare il livello della protesta?
    E’ evidente che la protesta dei cittadini sia stata decisiva per ottenere questo importante ma non risolutivo risultato dal Governo alle prese con la difficile opera di copertura finanziaria dei tanti impegni in scadenza, e comunque sensibile alle richieste di altre Regioni, come il Veneto, che con il suo Presidente leghista non ha avuto alcuna difficoltà ad ottenere il sostegno finanziario richiesto per i territori alluvionati, che vengono prima delle esigenze della popolazione  aquilana e dei doveri della ricostruzione.
    Anche in questa occasione, il Sindaco Cialente ha dovuto affrontare l’ennesimo viaggio della speranza a Roma per supplicare i Potenti al fine di ottenere quanto  dovuto, niente di più del trattamento riservato dallo Stato ai cittadini in analoghe circostante.
    I Potenti hanno concesso, in extremis dopo pressioni e minacce vibranti, una piccola proroga, che rinvia di pochi mesi il problema e che continua a tenere la Città in una condizione di sudditanza politica, assolutamente inaccettabile.
    Ancora più umiliante è l’invito del Presidente Chiodi a ringraziare il Presidente Berlusconi per il regalo di Natale fatto agli Aquilani, dimenticando gli impegni assunti e le sue promesse solenni di pochi giorni fa…
    Non si può continuare così: la dignità ed il rispetto di una popolazione vengono prima di ogni altra considerazione politica ed impongono una risposta forte e definitiva da parte di tutte le Istituzioni ad ogni livello, da parte di tutti i Parlamentari e di tutti i Consiglieri regionali, che finalmente devono assumere il Problema -L’Aquila come il Problema - Regione, la cui risoluzione attiene all’unità ed al futuro dell’Abruzzo.
    La modesta forza politica del Presidente Chiodi e la debole considerazione delle Istituzioni locali nei Palazzi romani, impongono di cambiare pagina, di porre fine alla gestione commissariale e di affidare alle migliori energie aquilane la responsabilità della ricostruzione materiale ed economica della Città.

L’Aquila,23-12-2010
            
Lelio De Santis - Coordinatore  Italia dei Valori  -   L’Aquila

giovedì 16 dicembre 2010

L’AQUILA HA BISOGNO DI UNA NUOVA FASE POLITICA: IL SINDACO VUOLE GESTIRE IL TRAMONTO O LA RINASCITA DELLA CITTA’?

Una città disastrata, con i tanti problemi della ricostruzione e con un clima sociale di scontro e di sfiducia,avrebbe bisogno di Attori Istituzionali e di Protagonisti politici  impegnati a tempo pieno ed in un lavoro di squadra, per affrontare con competenza le emergenze quotidiane e per pensare con serietà ad un idea di futuro.
    Invece, e basta assistere per qualche minuto al Consiglio Comunale, i Protagonisti della vita politica cittadina sono alle prese con le minutaglie amministrative o con la tutela di interessi particolari, senza manifestare uno slancio di progettualità e di responsabilità.
    Il trasversalismo politico oscuro che tiene insieme quella che fu la Maggioranza e quella che fu la Minoranza appare ogni volta che manca - e succede spesso-  il numero legale per evitare di approvare una delibera che potrebbe nuocere ai propri clienti-elettori od ogni volta che vengono eletti Presidenti di Commissioni Consiliari uomini appartenenti alla Minoranza con i voti dellla Maggioranza e con il Sindaco consenziente.
    Il dato politico evidente è che non esiste più la Maggioranza espressa dal voto del 2007, come non esiste più da tempo la Coalizione di Centrosinistra e quella di Centrodestra: resiste solo una  logica di mantenimento di ruoli e posizioni, che si nasconde dietro la giustificazione della governabilità.
    Il Sindaco Cialente ha davanti due strade:
quella di tirare a campare, ricercando il voto di volta in volta dei Consiglieri comunali, fuori da una strategia politica condivisa e chiara;
quella di cambiare pagina ed avviare con coraggio una nuova fase politica, che tenga conto della gravità della situazione e dell’esigenza della chiarezza politica.
    L’I.d.V., che garantisce senso di responsabilità con il Consigliere Mancini, ritiene che il Sindaco debba aprire una nuova fase politica e non subire gli eventi o i condizionamenti; debba avere la capacità di formulare una nuova proposta programmatica ed una nuova Giunta e non aspettare- risentito o passivo- una mozione di sfiducia, che allo stato la città non capirebbe.
    IL Sindaco deve superare questa situazione di ambigiuità politica e di inconcludenza amministrativa assumendo su di sé alla luce del sole la responsabilità di una svolta politica nell’interesse della città: un programma con 2 o 3 punti prioritari e qualificanti per la ricostruzione materiale e sociale, ed una nuova Giunta Comunale di responsabilità, qualificata e ridotta nel numero, che aggredisca con efficacia e con determinazioni i numerosi problemi.
   Il Il Sindaco deve guardare avanti e gettare un ponte verso il 2012, favorendo il cambiamento ed il coinvolgimento delle forze vive, se non vorrà riconsegnare anche il Comune, dopo la Provincia, ad una Destra eterodiretta ed incapace di risposte condivise ed utili alla rinascita della città.

L’Aquila, 16-12-2010 -  Lelio De Santis     Coordinatore Italia dei Valori  -  L’Aquila

venerdì 10 dicembre 2010

L'USCITA DALL'I.D.V. DEL CONSIGLIERE REGIONALE, GINO MILANO, E' UN FATTO DI MALCOSTUME POLITICO, MA PURIFICA E RAFFORZA IL PARTITO.

 In politica è legittimo cambiare opinione ed anche Partito, se si cambia idea o non si condivide più il progetto politico, ma bisogna avere rispetto degli elettori, prima ancora che del Partito,e giungere alla fine del mandato elettorale.
    Purtroppo, oggi, più di ieri, il trasformismo e l’opportunismo caratterizzano la condotta politica di tante persone, che antepongono gli interessi personali alla visione generale, che utilizzano il Partito per fini personali e non per servire la collettività.
    Lo spettacolo indecente di questi giorni della compravendita dei Parlamentari disgusta gli elettori ed offende i cittadini che - se hanno un lavoro …- a fatica cercano di arrivare alla fine del mese.
    Questi segnali di malcostume e di immoralità finiscono per favorire e legittimare anche il degrado della politica a livello regionale e locale, nella quale i cambi di casacca e le scelte repentine e utilitaristiche sono all’ordine del giorno.
    Il caso del Consigliere Regionale, Gino Milano, è l’ultimo esempio di questa cattiva e vecchia politica ed ha riguardato anche l’I.d.V., Partito che fonda il suo essere sui valori della coerenza, della pulizia e della moralità.
    Per fortuna e prima che contagiasse il nostro Partito, il Consigliere Milano, capitato per caso nell’I.d.V., ha deciso di andarsene con l’A.P.I. di Rutelli, con il bottino elettorale, senza lasciare tracce della sua azione politica.
    L’I.d.V. dell’Aquila e della Provincia non sentirà la mancanza di un Consigliere regionale, che in 2 anni nessuno ha mai visto in piazza Duomo o fra la gente terremotata, che non ha saputo o voluto rappresentare le istanze degli aquilani, che non ha speso una sola parola per la ricostruzione.
    Le dimissioni da Consigliere Regionale, che gli vengono richieste dagli organismi dell’I.d.V., se egli vorrà, le deve dare per non aver svolto suo ruolo di Amministratore Regionale e di Presidente della Commissione di Vigilanza, di cui L’Aquila aveva bisogno e per non aver assunto un solo atto per la ricostruzione della Città e dei Comuni del cratere.
    L’I.d.V. aquilana, con la sua sede in via Veneto,4  aperta tutti i giorni, è a disposizioni di tutti coloro che vogliono contribuire a cambiare questa cattiva politica ed a rinnovare la classe dirigente politica ed amministraiva ad ogni livello.

L’Aquila, 10-12-2010
Lelio De Santis
Coordinatore I.d.V.  – L’Aquila

giovedì 2 dicembre 2010

A SULMONA COME ALTROVE, PD E PDL SI SPARTISCONO POLTRONCINE DI ENTI INUTILI.

Com’era prevedibile, la Comunità Montana Peligna, dopo la Comunità Montana Sirentina, l’Ente acquedottistico di Sulmona, l’Ente acquedottistico dell’Aquila, l’Ente per lo smaltimento dei rifiuti, ha un nuovo Presidente - o meglio, il vecchio Presidente del P.D.- e la nuova Giunta, con un Assessore targato P.D. ed un altro in quota P.D.L.  Si concretizza, così, un suicidio politico per il Centrosinistra,se ancora c’è, ed una forma di governo del ” vogliamoci bene”, riferito agli amministratori, non al territorio!
     Non c’è da meravigliarsi più di tanto, come fa qualcuno, perché il degrado della politica è smisurato e l’insensibilità di tanti politici attraversa tutti gli schieramenti, offende il buon senso e cozza con la gravità della situazione sociale ed economica, soprattutto di alcune zone dell’Abruzzo interno, come la Valle Peligna.
     A questi politici interessa poco la linea politica o gli obiettivi da conseguire, ma solo ottenere uno sgabello o un distintivo da ostentare : con questo andazzo come si affronteranno i problemi della crisi industriale e della disoccupazione, che stanno soffocando lo sviluppo dell’intera Valle Peligna?
     A che servono Documenti e Mozioni a sostegno della ripresa economica, come quelli approvati nell’ultimo Consiglio provinciale , tenutosi a Sulmona, se la Classe dirigente locale è rinchiusa in se stessa, se pensa principalmente a perpetuare il suo piccolo potere, se non si accorge di rappresentare solo se stessa?
      L’Italia dei Valori, dal livello locale a quello regionale, pensa che bisogna dire basta a queste forme trasversali e confuse di gestione della cosa pubblica, che bisogna dire basta ad inciuci ed a pratiche di potere che allontanano i cittadini dalla Politica e che non risolvono i problemi dellla collettività.
      E’ ora di cambiare pagina e di avviare una nuova stagione politica a Sulmona, dopo il fallimento della Giunta Federico, e nella Valle Peligna, pensando anche a nuove forme di organizzazione e di progettualità fra i Comuni - superando anche il vecchiume e l’inutilità delle attuali Comunità Montane, per ridare incisività e credibilità all’azione politica ed amministrativa.


L'Aquila 2/12/2010                                                               


Lelio De Santis
 Esecutivo Regionale  -  Italia dei Valori

domenica 28 novembre 2010

LA PREDICA DELL’ARCIVESCOVO MOLINARI OFFENDE I CITTADINI.

Privilegi per la Chiesa, ritardi per i cittadini

     Caro Arcivescovo Molinari,
     abbiamo saputo una settimana dopo che Lei sabato 20 si è fatto rappresentare alla manifestazione per la Ricostruzione da alcuni suoi amici, con il compito di contare i presenti…”Non erano 20 mila né 13 mila,ma solo 12.753!”
Abbiamo anche saputo che il conteggio preciso dei partecipanti serviva alla Curia, ma anche al Commissario Chiodi ed al Presidente Berlusconi.
     Questa era una semplice incombenza a cui ha voluto assolvere-senza esporsi in prima persona ed al freddo- per rendere un servizio allo Stato Italiano che, anche in questa difficile situazione, sta vicino alla Chiesa Cattolica ed ai suoi più importanti Magistrati, con i fatti e non con le parole, con i fondi spendibili subito e non con le solite promesse.
      Fatti ed investimenti che gli Aquilani chiedono da 19 mesi e che chiedevano quel giorno piovoso, sfilando in modo composto,quasi rassegnato, con rabbia e con speranza : la speranza che le loro case possano essere ricostruite, com’è avvenuto per le Chiese; la speranza che i loro figli possano avere un futuro in questa città, come le centinaia di giovani assunti senza concorso dai Suoi importanti amici; la speranza,      mi permetta, di vedere anche Lei in una prossima circostanza in mezzo alla sua gente e non solo a fianco dei potenti di turno a tagliare i nastri!
    Lei ha ragione quando dice che” le macerie rimarranno lì ed i problemi non si risolveranno” con le manifestazioni di popolo e che “ gli aquilani non sanno individuare la strada giusta “, ma gli aquilani normali, i cittadini comuni, i commercianti, gli artigiani, gli operai…non conoscono strade giuste o sbagliate :
conoscono solo per il ruolo che svolgono i loro Amministratori locali, i Commissari, i Presidenti, dai quali si attendono decisioni concrete e certe che valgano per tutti allo stesso modo!
    Si aspettano la stessa concretezza e tempestività viste per realizzare la Chiesa di San Bernardino a Piazza d’Armi o la Residenza universitaria a Coppito, per derogare alle norme del P.R.G. per fini edificatori in una vostra area nella frazione di Paganica o per vedere subito finanziati i Beni della Curia nel Centro storico.
      La verità è che Lei non ha partecipato alla manifestazione del 20 non perché ce l’ha con i partecipanti o non ama gli aquilani, ma semplicemente perché ha fatto una scelta di campo: sta dall’altra parte, sta dalla parte di Chi comanda e, così, con la Sua Alta Guida, nella Chiesa torna ad imporsi il Potere temporale, che governa e condiziona la vita sociale della città.
    Basta saperlo e speriamo che il Suo Ruolo serva a L’Aquila per la sua  Ricostruzione materiale, ma anche sociale e morale, di cui c’è tanto bisogno.

L’Aquila,27-11-2010         Lelio De Santis  -  Coordinatore  I.d.V. – L’Aquila

sabato 27 novembre 2010

CENTRALE TERMOELETTRICA A BIOMASSE DI BAZZANO:

l’Italia dei Valori presenta una Risoluzione Urgente in Consiglio Regionale

     L’Italia dei Valori, come aveva annunciato, ha presentato oggi al Presidente del Consiglio Regionale una Risoluzione Urgente, a firma dei Consiglieri Carlo Costantini e Gino Milano, per la sospensione dell’autorizzazione alla relizzazione della centrale a biomasse a Bazzano.
    La nuova Conferenza di servizio, convocata per il giorno 2 Dicembre, dovrà tener conto della decisione che assumerà- sulla base di questa Risoluzione- il Consiglio Regionale, che si pronuncerà nella prossima seduta, in relazione non solo agli aspetti procedurali, ma anche alle valutazioni sociali, economiche ed alla compatibilità ambientale ed urbanistica.


L’Aquila, 26-11-2010

Lelio De Santis
Coordinatore  I.d.V. – L’Aquila

venerdì 26 novembre 2010

LA RICOSTRUZIONE HA BISOGNO DI UNA VERA GOVERNANCE. CHIODI E CIALENTE SMETTETELA DI DARE I NUMERI…. .

Il Presidente -Commissario ed il Sindaco - ex vice Commissario continuano a dare uno spettacolo indecoroso sul trasferimento dei fondi al Comune per la gestione dell’emergenza e per l’autonoma sistemazione, rinfacciandosi a vicenda in pubblico colpe e responsabilità dei ritardi e della confusione.
     Cialente continua a dire che i soldi non arrivano e Chiodi risponde che i fondi già trasferiti sono circa il 70% di quanto richiesto : chi abbia ragione poco importa ai cittadini, a tutti noi importa di più che le risorse finanziarie necessarie siano erogate in tempi certi e che i contributi per la ricostruzione siano disponibili in tempi ragionevoli e con atti trasparenti.
     La gestione commissariale, purtroppo, comporta percorsi amministrativi conosciuti a pochi, prevede decisioni molto discrezionali nei modi e nei contenuti, e non contempla un minimo di controllo da parte delle Istituzioni democratiche e dei cittadini.
     Il pagamento dell’autonoma sistemazione o il ristoro delle attività produttive danneggiate dal sisma,
la sistemazione del verde pubblico o dei marciapiedi non possono dipendere dall’umore  o dalla buona volontà del Commissario o dai rapporti che intercorrono tra Chiodi e Cialente.
      Le risposte ai bisogni dei cittadini ed alle esigenze della ricostruzione stanno nelle competenze dello Stato e delle Istituzioni che devono assolvere-e bene-ad un loro dovere.
     La verità è che Chiodi svolge numerose funzioni : Governatore, Commissario alla sanità. Assessore all’ambiente, e  fa il Commissario alla ricostruzione nei ritagli di tempo!
     Questo non è umanamente possibile e nemmeno serio, stante la mole di lavoro e le numerose incombenze relative al ruolo di Commissario per la ricostruzione, che imporrebbe un impegno a tempo pieno.
      Penso,pertanto, che Chiodi farebbe bene a lasciare qualche poltrona : dopo Cialente, lasci il ruolo di Commissario e favorisca una nuova Governance, democratica ed aperta al contributo dell’Università e delle professioni locali, fuori dai condizionamenti politici e capace di eliminarecomplicazioni, confusioni e burocrazie, che stanno soffocando la rinascita dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere.

L’Aquila, 26-11-2010

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori  - L’Aquila

venerdì 19 novembre 2010

QUALE FUTURO PER LA VALLE SUBEQUANA: COMUNE UNICO O COMUNITA' MONTANA SIRENTINA?

  La marginalità sociale e la debolezza economica della Valle subequana sta dentro la crisi e lo spopolamento delle zone interne, fenomeno che da anni sta caratterizzanndo l’intero Abruzzo in modo irreversibile, qualche volta anche con la complicità o la rassegnazione degli amministratori locali.

     Le politiche di sviluppo che negli ultimi decenni i diversi Governi Nazionali e Regionali hanno perseguito non sono state in grado di assicurare condizioni minimali di vita sul piano sociale ed economico delle zone interne o montane, provilegiando gli agglomerati urbani e le realtà costiere, la cui consistenza demografica ha condiziona e condiziona le decisioni degli eletti .

     Le cominità montane, costituite ai sensi della Legge n° 1102/ 72, rappresentarono una felice intuizione del legislatore che volle dotare i territori montani di un Ente specifico, con compiti di programmazione e di sviluppo della montagna,  per preservare il suo patrimonio naturalistico ed agricolo e, soprattutto, per difendere ed accrescere le condizioni di vita dei”montanari o paesani”.

     All’impegno straordinario degli Amministratori locali e comunitari della prima fase di vita delle Comunità Montane corrisposero atti coerenti e trasferimenti di fondi ordinari da parte della Regione e dello Stato, che dimostrarono di essere sensibili ed in linea con lo spirito della legge.

     Da anni, però, si è rotto questo rapporto positivo e costruttivo tra le aspettative dell’amministratore locale e la potestà legislativa della Regione e dello Stato, che hanno sempre più trascurato le esigenze dei territori montani, riducendoli ad una condizione di miseria e di sudditanza.

      La Comunità Montana Sirentina , in particolare, ha avvertito maggiormente questa condizione di abbandono, anche per il suo scarso peso politico e di rapresentanza nelle Istituzioni.

      Nonostante sia stata salvata sulla carta dalla legge regionale di riforma, ha davanti un futuro molto incerto e privo di prospettive serie per quanto attiene alla sua stessa sussistenza.

     D’altra parte, un Ente esiste se svolge un ruolo utile alla collettività; un Ente è giusto che rimanga se ha mezzi e competenze da assolvere: il territorio della Sirentina, oggi più di ieri, è soggetto a spinte centrifughe da parte dell’Altipiano delle Rocche e da parte del medio Aterno, riducendo la sua funzione riconosciuta all’ambito della Valle subequana.

     Si pone, pertanto, la necessità di individuare un unico Ente di rappresentanza di questo territorio e di gestione dei servizi : o la Comunità Montana ( una struttura amministrativa che sovrintende ai Comuni) o il Comune unico subequano( una struttura amministrativa che unisce i Comuni, conservandone l’identità)

     Il dibattito che si sta sviluppando da qualche tempo sul Comune Unico Subequano ha avuto il merito di porre il problema del futuro dei nostri Comuni-polvere , che custodiscono gelosamente la loro autonomia, ma devono fare i conti con la mancanza di mezzi, di ruolo e di prospettiva.

     La loro dimensione demografica e l’orientamento del legislatore all’accorpamento dei Comuni inferiori a 3.000 ab. impone agli amministratori locali senso di responsabilità e lungimiranza politica, per non pregiudicare ulteriormente le condizioni di vita dei residenti, la cura e la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico dei paesi subequani.

     L’idea del comune unico va apprezzata ed approfondita; è sbagliato rigettarla - come fa qualche Sindaco - aprioristicamente per calcoli municipalistici o personalistici, perché continuando a non vedere in faccia la realtà si contribuisce soltanto alla dissoluzione silenziosa ed inesorabile di una valle, r

icca di storia e emergenze ambientali, che è il cuore del Parco Regionale, e che potrebbe ancora- con una struttura amministrativa più incisiva ed unitaria- tornare a vivere e ritagliarsi un ruolo di maggiore rilevanza sociale ed economica.

    Penso che, in queste condizioni politiche ed in questo contesto istituzionale, il futuro dei subequani deve essere scritto solo dai cittadini subequani, con spirito unitario e mettendo avanti le ragioni che hanno tenuto insieme per secoli la vallata e non le differenze del peggiore campanilismo,che ha prodotto solo danni al nostro territorio.


Lelio De Santis

Già Presidente della Comunità montana sirentina

lunedì 15 novembre 2010

L'AQUILA SOFFOCATA DAL TRAFFICO E STUDENTI SENZA TRASPORTI ADEGUATI.

Tratto L’Aquila Est-L’Aquila Ovest, subito gratuito
Il Comune risolva il problema

    Gli aquilani, nella speranza di rivedere un domani la loro città com’era, tollerano le imposizioni della gestione commissariale, tollerano le inadempienze del Governo, tollerano la latitanza di Provincia e Regione rispetto al tema della ricostruzione, ma non tollerano più l’inconcludenza dell’Amministrazione Comunale sui problemi ordinari della vita quotidiana, perché li vede da mesi affogati nel chiacchiericcio politico e mai presi di petto.
    Il problema del traffico impazzito, della viabilità inadeguata e dei collegamenti insufficienti è talmente serio e preoccupante che dovrebbe richiedere un impegno prioritario e straodinario dell’Amministrazione comunale per trovare una soluzione.
     Ogni giorno, soprattutto nelle ore di punta, in ogni angolo ed in ogni direzione, si vedono strade piene di macchine in fila e, nonostante i sensi unici e le rotonde, spesso ci scappa pure il morto...
     I trasporti pubblici sono assolutamente insufficienti: i ragazzi impiegano il loro tempo migliore per andare e tornare da scuola e gli 8.000 studenti universitari sono costretti ad utilizzare navette prese in fitto per raggiungere i diversi poli didattici!
     Mi sembra proprio poco dignitosa questa situazione che non aiuta certamente i giovani a rimanere ed a pensare ad un loro futuro a L’Aquila.
    Spostarsi a L’Aquila è diventata un’impresa quotidiana molto difficile e stressante: si arriva prima a Pescara o a Roma che da Paganica a Pettino!
    Chiedo, pertanto, al Sindaco ed agli Assessori di dedicare al tema una seduta di Giunta, con il supporto dei tecnici e dei dirigenti dell’AMA, e di non uscire senza prima aver dato una soluzione al problema.
    Io mi permetto di suggerire alla giunta comunale di riprendere – agendo con forza sulla Società Autostrade dei parchi e sul Commissario Chiodi – l’idea di rendere percorribile in modo gratuito il tratto autostradale tra L’Aquila Est e L’Aquila Ovest,da utilizzare come raccordo cittadino, che potrebbe contribuire a snellire il traffico.
    Mi permetto, altresì, di chiedere al Sindaco di agire con fermezza per ottenere dalla Regione maggiori trasferimenti per il trasporto pubblico, perché L’Aquila vive ancora una condizione di emergenza e di bisogno e, quindi, non può essere trattata come le altre città abruzzesi.
    Ecco, gli aquilani  si aspettano dagli Amministratori comunali la soluzione dei problemi concreti della quotidianità e non solo la discussione sui grandi sistemi e le polemiche spesso improduttive.

L’Aquila, 15-11-2011    

Lelio De Santis    -     Italia dei Valori

venerdì 12 novembre 2010

Conferenza stampa dell’Italia dei Valori – 12-11-2010.

L’Italia dei Valori rilancia la sua presenza a L’Aquila e nel suo territorio con la costituzione di un nuovo gruppo dirigente della struttura comprensoriale “ L’Aquila, Città territorio”, più aderente all’attuale contesto sociale ed un’idea di futuro, e con l’apertura della sede del partito nel cuore della città, primo ed unico partito, per testimoniare concretamente la volontà di riprendere ogni forma di attività nel centro storico. E’anche a disposizione di Associazioni e di Comitati.
La sua linea politica, di concerto con gli amministratori locali ed in sintonia con le posizioni regionali e nazionali, cercherà di combattere limiti ed inadeguatezze nella gestione della cosa pubblica ad ogni livello, e di affrontare concretamente uno dopo l’altro i problemi amministrativi cittadini e territoriali, senza alcun vincolo o condizionamento politico.
Sono stati già programmati incontri tematici per affontare le questioni urgenti, privilegiando un approccio di merito e condiviso, con gli Ordini professionali, con le Organizzazioni sindacali, con le Associazioni culturali.
- Manifestazione del 20 novembre 2010-11-11
L’Id.V. aderisce alla manifestazione, condividendo gli obiettivi ed i contenuti della stessa. Ritiene che la mobilitazione popolare e la partecipazione dal basso siano la garanzia della possibilità che alle parole seguano i fatti e che, spenti i riflettori, e magari con una crisi di governo, il problema della ricostruzione scompaia dall’agenda politica.
L’Id.V. si batterà per ripristinare gli indispensabili livelli di trasparenza e di democrazia e per rilanciare la centralità degli Enti Locali nella ricostruzione.
Parteciperà il Presidente Nazionale dell’I.d.V., Antonio Di Pietro.
- Centrale termoelettrica a biomasse
Il NO a questo impianto industriale è netto, senza se e senza ma !
Rappresenta un problema serio, non opportunità di sviluppo.
Una centrale termoelettrica è incompatibile con la vocazione di quel territorio, produce effetti pericolosi per la salute dei cittadini, determina conseguenze negative sul piano sociale ed ambientale e non corrisponde alle reali esigenze di sviluppo economico di quell’area della città.
Rincresce constatare che l’Amministrazione attiva ed il P.D. abbiano voluto stravolgere l’o.d.g. del Consigliere Alì Salem, accettando in Consiglio Comunale solo l’approvazione di una seconda versione,riveduta e corretta, sbiadita e svuotata di incisività, per non intralciare il percorso di realizzazione della centrale.
L’Amministrazione Comunale acconsentendo in fase istruttoria alla realizzazione ha, evidentemente, sottovalutato l’impatto e le ricadute sul territorio di questa iniziativa industriale, ma,soprattutto,- e questo è più grave- ha abdicato al suo ruolo di soggetto istituzionale, unico responsabile della pianificazione urbanistica e della programmazione socio-economica della città.
Siccome l’azione di persuasione nei confronti della Regione affidata al Sindaco non produrrà risultati positivi- e la società Futuris Aquilana ha già dettato il suo parere intransigente- l’I.d.V con i suoi Consiglieri Regionali presenterà una Mozione in Consiglio Regionale per bloccare la realizzazione della Centrale.

lunedì 8 novembre 2010

Arriva Berlusconi e tutti a chiedere l’elemosina! Anche le Istituzioni Culturali…ed il P.D. invocano il Premier.

Sorprende che anche le maggiori Istituzioni culturali della città vedano in Berlusconi, anche se caduto in disgrazia, la soluzione ai loro problemi finanziari e chiedano aiuto per sostenere le importanti attività culturali che danno lustro da anni alla Città di L’Aquila.
E lo fanno con la presenza di Esponenti importanti dell’Amministrazione comunale e del P.D., che un giorno contestano la gestione commissariale e verticistica del Governo, ed un altro giorno chiedono aiuto ed attenzione al Capo del Governo per finanziamenti una tantum per mantenere in piedi queste strutture culturali, utilizzando i fondi della S.p.A. Arcus in luogo del Fus e dei fondi regionali- cosa che sarebbe più logica-.
Questo è un modo riduttivo ed opportunistico per affrontare il grande problema della cultura e delle Istituzioni culturali, che non può essere risolto invocando l’intervento del premier, capitato qui per caso o per altri motivi, ed accettando di fatto un metodo che a parole si rifiuta.
L’Aquila, che si candida a Capitale europea della cultura nel 2019, ha bisogno di un vero progetto di valorizzazione di tutte le risorse culturali presenti nel territorio, e non solo del- le solite anche se importanti Istituzioni; ha bisogno di ridare dignità e valore al suo patrimomio storico-culturale; ha bisogno, soprattutto, di aprire e di rinnovare il cerchio della dirigenza di Enti ed Associazioni culturali, che in qualche caso resiste da decenni!
Il Comune, la Provincia e la Regione, invece di occuparsi di cultura alla giornata e solo sul piano finanziario, dovrebbero parlarsi e costruire insieme una prospettiva realistica e credibile per L’Aquila- Città di arte e cultura, da presentare all’attenzione del Governo.
L’Aquila necessita di progetti condivisi e di fondi certi e duraturi, anche nella Cultura…
L’aquila, 8-11-2011
Lelio De Santis
Coordinatore I.d.V. - L’Aquila

venerdì 5 novembre 2010

L’Aquila soffocata dal traffico e studenti senza trasporti adeguati.

                                  Tratto L’Aquila Est-L’Aquila Ovest, subito gratuito
Il Comune risolva il problema

Gli aquilani, nella speranza di rivedere un domani la loro città com’era, tollerano le imposizioni della gestione commissariale, tollerano le inadempienze del Governo, tollerano la latitanza di Provincia e Regione rispetto al tema della ricostruzione, ma non tollerano più l’inconcludenza dell’Amministrazione Comunale sui problemi ordinari della vita quotidiana, perché li vede da mesi affogati nel chiacchiericcio politico e mai presi di petto.
Il problema del traffico impazzito, della viabilità inadeguata e dei collegamenti insufficienti è talmente serio e preoccupante che dovrebbe richiedere un impegno prioritario e straodinario dell’Amministrazione comunale per trovare una soluzione.
Ogni giorno, soprattutto nelle ore di punta, in ogni angolo ed in ogni direzione, si vedono strade piene di macchine in fila e, nonostante i sensi unici e le rotonde, spesso ci scappa pure il morto...
I trasporti pubblici sono assolutamente insufficienti: i ragazzi impiegano il loro tempo migliore per andare e tornare da scuola e gli 8.000 studenti universitari sono costretti ad utilizzare navette prese in fitto per raggiungere i diversi poli didattici!
Mi sembra proprio poco dignitosa questa situazione che non aiuta certamente i giovani a rimanere ed a pensare ad un loro futuro a L’Aquila.
Spostarsi a L’Aquila è diventata un’impresa quotidiana molto difficile e stressante: si arriva prima a Pescara o a Roma che da Paganica a Pettino!
Chiedo, pertanto, al Sindaco ed agli Assessori di dedicare al tema una seduta di Giunta, con il supporto dei tecnici e dei dirigenti dell’AMA, e di non uscire senza prima aver dato una soluzione al problema.
Io mi permetto di suggerire alla giunta comunale di riprendere – agendo con forza sulla Società Autostrade dei parchi e sul Commissario Chiodi – l’idea di rendere percorribile in modo gratuito il tratto autostradale tra L’Aquila Est e L’Aquila Ovest, da utilizzare come raccordo cittadino, che potrebbe contribuire a snellire il traffico.
Mi permetto, altresì, di chiedere al Sindaco di agire con fermezza per ottenere dalla Regione maggiori trasferimenti per il trasporto pubblico, perché L’Aquila vive ancora una condizione di emergenza e di bisogno e, quindi, non può essere trattata come le altre città abruzzesi.
Ecco, gli aquilani si aspettano dagli Amministratori comunali la soluzione dei problemi concreti della quotidianità e non solo la discussione sui grandi sistemi e le polemiche spesso improduttive.
L’Aquila, 5-11-2011

Lelio De Santis - Italia dei Valori

venerdì 15 ottobre 2010

Centrale termoelettrica a biomasse prevista a Bazzano:

Il silenzio del Comune offende i cittadini e copre un affare dannoso per la collettività L’I.d.V. vuole chiarezza e traspaerenza.
Da settimane è stata richiamata l’attenzione dell’Amministrazione comunale sul problema della realizzazione a Bazzano della Centrale termoelettrica a biomasse della potenza di 5,5 MW, che ha suscitato seri dubbi sulla compatibilità ambientale e sui pericoli per la salute della popolazione.
Le caratteristiche e la potenza dell’impianto, in presenza di possibili difficoltà nel reperimento dell’ingente quantitativo di piante da bruciare, potrebbero consentire in futuro la riconversione della Centrale a biomase in un vero inceneritore, com’è avvenuto altrove.
Le prese di posizioni pubbliche, la richiesta di chiarimenti del Consigliere comunale,Alì Salem, la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale da parte delle 4 Circoscrizioni interessate non sono stati sufficienti per convincere il Sindaco, il Presidente del Consiglio, l’Assessore competente a prendere una iniziativa ufficiale per fare chiarezza su questo progetto, per spiegare alla città gli aspetti tecnici dell’impianto, per tranquillizzare i cittadini sui pericoli ed i dubbi sollevati.
In questi 18 mesi in cui quasi tutto è calato dall’alto e le Istituzioni locali hanno subito quasi tutto, c’era chi rideva pensando agli affari della ricostruzione e chi pensava di realizzare una Centrale termoelettrica nella zona dell’epicentro del sisma: infatti, proprio a maggio 2009 comincia l’iter amministrativo del progetto suddetto ad opera della società Power Engineering spa di Milano, quando i cittadini erano ancora storditi ed alle prese con la ricerca di un tetto e di un pasto caldo.
Dopo mesi, nel silenzio generale, arrivano le autorizzazioni necessarie della Regione e della Provincia, unite all’accoglimento favorevole del Comune : e così tutto è a posto, fregandosene dei cittadini che vorrebbero tornare a vivere con serenità e senza ulteriori rischi per la loro salute, causati magari dalle scete scellerate dell’uomo e delle Istituzioni che dovrebbero tutelarli!
L’Italia dei Valori sta dalla parte dei cittadini, che chiedono solo chiarezza su questa Centrale termoelettrica, che vorrebbero essere sicuri di non ammalarsi un domani e che gradirebbero essere coinvolti in scelte così impegnative e condizionanti per lo sviluppo del territorio
La verità è, purtroppo, che in questa città la politica dominante ai vari livelli è abituata ad acconsentire ad ogni tipo di iniziativa, al di là del merito e della bontà, assecondando il saccheggio del territorio cittadino.
L’Aquila 15-10-2010
Lelio De Santis - Italia dei Valori

sabato 2 ottobre 2010

ATTENZIONE ALL’AGGRESSIONE DEL TERRITORIO.


L’AQUILA NON HA BISOGNO DI UNA MEGA CENTRALE DA BIOMASSE VEGETALI, MA DI INVESTIMENTI VERI PER UNO SVILUPPO LOCALE ECOCOMPATIBILE.
L’I. d. V. vuole chiarezza
La mancanza di un’idea di città , di una visione complessiva del territorio aquilano e di regole certe sul piano urbanistico favoriscono da tempo il proliferare di insediamenti artigianali o commerciali, di abitazioni o di prefabbricati,ed ora anche di discutibili impianti industriali.
E’ il caso della Centrale termoelettrica, annunciata in questi giorni, di 5,5 megawatt di potenza con produzione di energia elettrica stimata in8 gigawattora/anno da biomasse vegetali, approvata dalla Regione e dalla Provincia, prevista a Bazzano.
Il Gruppo di imprese, costituito da Futuris Aquilana srl, da Futuris spa e da MD-D Power Engineering spa, intende realizzare giustamente i suoi interessi, non pensando ai problemi che si creano ed alle ripercussioni sul piano ambientale.
Questa preoccupazione dovrebbero averla le Istituzioni Locali, a cui compete il compito di valutare la bontà del progetto e di verificare le compatibilità ambientali, urbanistiche e socio-economiche.
Di sicuro, bisognerà estirpare i pioppeti ed i boschi del circondario per alimentare questo megaimpianto;
di sicuro produrrà una qualche forma di inquinamento;
di sicuro metterà in seria difficoltà le attività commerciali ed industriali della zona.
I cittadini potrebbero pagare caro le conseguenze di una decisione calata dall’alto, che risponde ad esigenze economiche di imprenditori privati e non certamente ad un disegno di sviluppo locale, appropriato e condiviso.
L’Area di Bazzano è diventato il Polo Sud di L’Aquila , densamente abitato, con il progetto CASE, con L’Università, con i Centri Commerciali, con gli Uffici Pubblici: che senso ha piazzare lì un mostro che brucia legna ed emette- nonostante l’uso di filtri e le possibili precauzioni - polveri ed altre schifezze, per produrre solo ricchezza per il privato?
IL Sindaco della città ha il dovere di vigilare e di informare i cittadini
I cittadini residenti, prima ancora del Consiglio Comunale e della Circoscrizione, devono sapere e vederci chiaro.
L’I.d.V. certamente non starà in silenzio; l’I.d.V. non starà muto come tanti altri Partiti ,Associazioni Ambientaliste,Amministratori Locali.
Le vicende giudiziarie di questi giorni dovrebbero rafforzare negli Amministratori pubblici l’esigenza di trasparenza e di approfondimento di ogni iniziativa che muove denaro ed incide pesantemente sul territorio, territorio da salvaguardare e da valorizzare nelle sue emergenze naturali e culturali.
L’Aquila, 2-10-2010

giovedì 30 settembre 2010

DOPO 18 MESI SI SVEGLIA LA REGIONE. E UNA COMMISSIONE NON SI NEGA A NESSUNO...



Si è svegliata anche la Regione e, dopo appena 18 mesi, ha deciso di occuparsi di terremoto e di ricostruzione, approvando in Consiglio Regionale l’istituzione di una Commissione speciale per elaborare un Legge sulla ricostruzione.
L’Italia dei Valori da mesi batte i pugni al riguardo, solo oggi finalmente il centrodestra è d’accordo.
Meglio tardi che mai, considerato il ruolo centrale e decisivo che dovrebbe svolgere l’Ente Regione nell’indirizzo e nella pianificazione degli interventi in tutta l’area del cratere : se questo ruolo l’avesse svolto con convinzione, probabilmente non avremmo assistito al conflitto Enti Locali-Governo Nazionale, Comitati- Protezione Civile, e soprattutto ad una poco trasparente e mai condivisa gestione di questa prima delicata fase della ricostruzione, che ha creato problemi e difficoltà quotidiane ai cittadini
Una Legge da presentare al Parlamento dovrà essere scritta tenendo conto di quello che finora è stato prodotto a livello cittadino e dei contributi già elaborati, con la partecipazione democratica delle Istituzioni locali, delle Organizzazioni sociali, degli Ordini professionali,dell’Università.
Dovrà servire per uscire dalle imposizioni delle Ordinanze a termine ed a dare concretezza, certezza e prospettiva alla ricostruzione.
Bisogna fare bene e subito, evitando il vecchio vizio della politica che, di fronte ad un problema di difficile soluzione, trova subito il consenso per istituire una commissione e poi, pensando così di aver risolto il problema, tutto si ferma…
Sarebbe un altro schiaffo agli aquilani che sono stufi delle chiacchiere e che non hanno fiducia nei loro governanti:
Provate almeno una volta, cari Consiglieri Regionali, a fare una cosa seria ed utile per la collettività, dimostrando che le migliaia di euro che guadagnate ogni mese non sono soldi rubati!

L’Aquila,30-9-2010

mercoledì 22 settembre 2010

Bene Cialente, adesso tocca a Chiodi e Cicchetti.



Non è mai troppo tardi! Dopo mesi di riflessioni e di contrasti, in cui un giorno abbracciava Bertolaso ed un altro lo criticava, Cialente ha capito che doveva uscire da una condizione difficile che lo vedeva svolgere allo stesso tempo il ruolo del diavolo e dell’acqua santa.
Le dimissioni da vice Commissario alla ricostruzione, già complicato da associare a quello di Sindaco, era diventato insostenibile con la nomina del vero Commissario, Cicchetti, mandato ad operare per indirizzare scelte e decisioni assecondando i voleri dei Palazzi Romani.
Prima o dopo, i problemi esplodono ed i cittadini cominciano a farsi sentire ed allora bisogna fare chiarezza ed ognuno deve fare la propria parte, uscendo dalle ambiguità o dai momentanei opportunismi.
Il Sindaco faccia il Sindaco, il Presidente della Regione faccia il Presidente ed un’Autorità imparziale, competente, senza interessi o condizionamenti e che goda la fiducia di tutti, faccia il Commissario per la ricostruzione.

Nell’interesse della città e per affidare la responsabilità della ricostruzione a mani capaci e decise, lungo un percorso chiaro e condiviso da tutte le Istituzioni Locali e dai cittadini, si dimettano anche Cicchetti, che potrà così tornare alle sue numerose attività, e Chiodi, che potrà così meglio affrontare il terremoto giudiziario che ha colpito la sua Giunta.
L’Aquila,22-9-2010