sabato 27 marzo 2010

ELEZIONI LONTANE DALLA REALTA’ L’Aquila non è Celano

In una città ferita dal terremoto, con la ricostruzione non ancora iniziata e con i tanti problemi irrisolti, ogni cittadino aspetta una risposta : gli abitanti del progetto C.A.S.E. aspettano servizi ed autobus, i 10.000 aquilani costretti sulla costa aspettano di poter tornare, i commercianti un mercato, Di Orio i fondi per la casa dello studente, i giovani un lavoro.      Mentre tutti

martedì 16 marzo 2010

Nomina scrutatori : esempio di clientelismo fastidioso

L’esercito dei circa 350 scrutatori per le elezioni provincilali del 28-29 marzo fra pochi giorni avrà l’occcasione di un lavoro precario per appena 3 giorni e potrà guadagnare   un buon gettone, che per alcuni di loro – disoccupati o giovani studenti - è certamente utile, per altri -abituati ad arrotondare-
è certamente un di più di cui potrebbero fare a meno.
Al di là della norma che consente alla commissione elettorale anche di nominare gli scrutatori, c’è un problema  di trasparenza amministrativa verso la collettività e di correttezza verso tutti i potenziali aspiranti scrutatori che non hanno avuto le stesse opportunità di nomina.
Infatti, chi ha lo sponsor in municipio viene nominato una, due, tre volte…chi non ce l’ha, purtroppo non farà mai lo scrutatore!
Non mi pare un buon esempio di democrazia e di rispetto dei cittadini.
È anche questo,evidentemente, un modo sbrigativo di esercitare il potere politico e di mantenere la clientela elettorale. 
Tutti hanno partecipato alla spartizione di questa piccola torta elettorale, visto che nessuno, e da nessuna parte politica, ha avuto da ridire.
Io penso che un sistema clientelare che si spartisce tutto non rafforza la credibilità della politica. Penso che sia giusto indignarsi.  
 
L’Aquila, 15 – 03-2010

sabato 13 marzo 2010

Caro arcivescovo,Giuseppe Molinari, perché non abroghiamo le leggi elettorali?

Noi cittadini cattolici aquilani apprezziamo la sua missione pastorale ed il suo impegno a difesa dei fedeli e della loro condizione di disagio sociale ed economico, condizione difficile per tutti i credenti ed i non credenti.
Apprezziamo di meno i suoi giudizi, legittimi ma discutibili, su argomenti di stretta attualità  politica che lasciano intendere che è meglio stare dalla parte del più forte, anche quando non rispetta le regole condivise e fissate da leggi dello Stato italiano.
In quest’ultimo caso- quello del caos delle liste elettorali a Roma ed a Milano- Lei ci ha confermato da che parte sta, considerando che “ non è tollerabile che molta gente debba rinunciare a votare perché alcune liste sono state presentate solo10 minuti…”
A parte il fatto che non si tratta solo di ritardo, come risulta da atti e verbali, ma di carenze sostanziali e di assenza di documenti indispensabili, le regolegole valgono per tutti e vengono prima dei Partiti : sono la base di una democrazia e di una società.
Evidentemente, anche menti libere ed impegnate finiscono per essere colpite dal bombardamento mediatico del signor B. che capovolge la realtà ed accusa altri di colpe e responsabilità che sono della sua parte politica.
La cosa migliore,converrà  caro arcivescovo, è chiedere di abrogare tutte le disposizioni normative previste dalle leggi elettorali vigenti e così, in futuro, non ci sarà il rischio di presentare le liste con 
10 minuti di ritardo…
Ed è molto triste constatare che la politica si occupi per settimane non di quello che serve al Paese per uscire dalla crisi economica, ma solo di adempimenti formali elettorali, a cui un tempo provvedeva in silenzio un bravo funzionario di partito.
 

venerdì 5 marzo 2010

A L’Aquila solo con la protesta si avviano a soluzione i problemi ! Commercio e Macerie sono alcuni esempi

Anche chi , come me, ritiene che in una democrazia consolidata come la Nostra gli eletti nelle Istituzuioni locali – Comune, Provincia, Regione – debbano dare risposte alle esigenze della collettività, in particolare se derivanti dal terremoto, con tempestività e per dovere, senza essere sollecitati in ufficio o per strada, deve ricredersi.
Infatti, ci sono voluti gli schiamazzi dei commercianti per avviare un percorso concreto per la ripresa delle attività commerciali nelle zone limitrofe al centro storico ed il cigolio delle carriole, per adottare una soluzione straodinaria per la rimozione delle macerie dalle strade cittadine.
Questi i fatti : ma in questi 11 mesi il Sindaco ed i vari Assessori comunali non potevano affrontare con decisione sul piano amministrativo, d’intesa con le Associazioni di categoria, il problema del mercato di Piazza d’Armi e e quello delle zone limitrofe al centro storico, evitando il continuo e stressante andirivieni di commercianti da un ufficio all’altro alla ricerca di una risposta?
E speriamo che ora non si blocchi tutto nelle discussioni infinite della istituenda Commissione, vista l’esperienza del passato e l’abitudine della vecchia politica che, quando non voleva o non poteva risolvere un problema, istituiva una commissione…
Anche per il problema delle macerie è stata ipotizzata una soluzione,solo dopo le proteste di popolo in piazza, quando i Rappresentanti del Governo locale ai vari livelli si sono decisi a fare il viaggio della speranza a Roma per cercare sostegno nelle stanze del Ministero dell’ambiente.
Penso che una classe dirigente per essere tale e credibile deve essere capace di agire con unità di intenti e con il coinvolgimento delle migliori energie locali, con determinazione e competenza, anticipando gli eventi e non rincorrendo sempre i problemi.
L’arte del buon governo consiste nel fare bene e subito, l’attuale andazzo di governo consiste nel fare ( quando si fa ) tardi e male.

Il degrado della politica favorisce i corrotti e gli incapaci L’Aquila ne paga le conseguenze. E’ ora di dire basta.

Il quadro che sta emergendo delle vicende nazionali, che coinvolgono il sistema della Protezione Civile, sugli appalti di opere pubbliche milionarie agli amici di merende e di svago sessuale, sullo spreco di fiumi di denaro pubblico per le frivolezze offerte al G 8 tenutosi in città, mentre gli aquilani si leccavano le ferite, unito alla preoccupante accertata presenza di mafiosi oltre che di corrotti in Parlamento, fa inorridire i cittadini e deve scuotere una volta per tutte la Politica ed i Partiti… prima che sia troppo tardi.

I Partiti non possono limitarsi a giudizi a posteriori ad ogni fatto increscioso, ma dovrebbero prevenire non mettendo in lista persone poco pulite e non accettando intrecci e collusioni con il mondo affaristico.

Il denaro sprecato o finito nelle tasche dei disonesti, per di più in un contesto di crisi economica, è denaro tolto alle esigenze dei cittadini, alla creazione di posti di lavoro, alla ricostruzione delle case, al funzionamento di scuole ed ospedali.

Bisogna reagire, indignarsi e mobilitarsi per sconfiggere il malcostume nella gestione della cosa pubblica e nessuno può permettersi di giustificare o minimazzare quanto sta succedendo, che rischia di minare la coesione sociale e la vita democratica.

A L’Aquila, la percezione di questo sistema di corruttela in una situazione di difficoltà economica, di ritardi nella ricostruzione, di disgregazione sociale dovrebbe essere ancora più forte e preoccupante e dovrebbe spingere i diversi livelli di governo ad una risposta ferma ed unitaria.

Perché i Consigli: Comunale, Provinciale e Regionale, non si riuniscono insieme per alzare una voce – una sola voce – che dica : Basta. Cambiamo pagina e ridiamoci una credibilità collettiva, necessaria per arginare le infiltrazioni malavitose e le forme di corruzione, ma anche per ripartire e per ricostruire la città insieme con i cittadini, senza delegare il compito ai santi protettori o al fato.

Noto, al contrario, silenzio e quasi rassegnazione, ma questo è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete da parte delle Istituzioni Pubbliche. Chi non se la sente può pure scendere dell’autobus.