sabato 27 marzo 2010
ELEZIONI LONTANE DALLA REALTA’ L’Aquila non è Celano
martedì 16 marzo 2010
Nomina scrutatori : esempio di clientelismo fastidioso
sabato 13 marzo 2010
Caro arcivescovo,Giuseppe Molinari, perché non abroghiamo le leggi elettorali?
venerdì 5 marzo 2010
A L’Aquila solo con la protesta si avviano a soluzione i problemi ! Commercio e Macerie sono alcuni esempi
Infatti, ci sono voluti gli schiamazzi dei commercianti per avviare un percorso concreto per la ripresa delle attività commerciali nelle zone limitrofe al centro storico ed il cigolio delle carriole, per adottare una soluzione straodinaria per la rimozione delle macerie dalle strade cittadine.
Questi i fatti : ma in questi 11 mesi il Sindaco ed i vari Assessori comunali non potevano affrontare con decisione sul piano amministrativo, d’intesa con le Associazioni di categoria, il problema del mercato di Piazza d’Armi e e quello delle zone limitrofe al centro storico, evitando il continuo e stressante andirivieni di commercianti da un ufficio all’altro alla ricerca di una risposta?
E speriamo che ora non si blocchi tutto nelle discussioni infinite della istituenda Commissione, vista l’esperienza del passato e l’abitudine della vecchia politica che, quando non voleva o non poteva risolvere un problema, istituiva una commissione…
Anche per il problema delle macerie è stata ipotizzata una soluzione,solo dopo le proteste di popolo in piazza, quando i Rappresentanti del Governo locale ai vari livelli si sono decisi a fare il viaggio della speranza a Roma per cercare sostegno nelle stanze del Ministero dell’ambiente.
Penso che una classe dirigente per essere tale e credibile deve essere capace di agire con unità di intenti e con il coinvolgimento delle migliori energie locali, con determinazione e competenza, anticipando gli eventi e non rincorrendo sempre i problemi.
L’arte del buon governo consiste nel fare bene e subito, l’attuale andazzo di governo consiste nel fare ( quando si fa ) tardi e male.
Il degrado della politica favorisce i corrotti e gli incapaci L’Aquila ne paga le conseguenze. E’ ora di dire basta.
I Partiti non possono limitarsi a giudizi a posteriori ad ogni fatto increscioso, ma dovrebbero prevenire non mettendo in lista persone poco pulite e non accettando intrecci e collusioni con il mondo affaristico.
Il denaro sprecato o finito nelle tasche dei disonesti, per di più in un contesto di crisi economica, è denaro tolto alle esigenze dei cittadini, alla creazione di posti di lavoro, alla ricostruzione delle case, al funzionamento di scuole ed ospedali.
Bisogna reagire, indignarsi e mobilitarsi per sconfiggere il malcostume nella gestione della cosa pubblica e nessuno può permettersi di giustificare o minimazzare quanto sta succedendo, che rischia di minare la coesione sociale e la vita democratica.
A L’Aquila, la percezione di questo sistema di corruttela in una situazione di difficoltà economica, di ritardi nella ricostruzione, di disgregazione sociale dovrebbe essere ancora più forte e preoccupante e dovrebbe spingere i diversi livelli di governo ad una risposta ferma ed unitaria.
Perché i Consigli: Comunale, Provinciale e Regionale, non si riuniscono insieme per alzare una voce – una sola voce – che dica : Basta. Cambiamo pagina e ridiamoci una credibilità collettiva, necessaria per arginare le infiltrazioni malavitose e le forme di corruzione, ma anche per ripartire e per ricostruire la città insieme con i cittadini, senza delegare il compito ai santi protettori o al fato.
Noto, al contrario, silenzio e quasi rassegnazione, ma questo è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete da parte delle Istituzioni Pubbliche. Chi non se la sente può pure scendere dell’autobus.