venerdì 5 marzo 2010

Il degrado della politica favorisce i corrotti e gli incapaci L’Aquila ne paga le conseguenze. E’ ora di dire basta.

Il quadro che sta emergendo delle vicende nazionali, che coinvolgono il sistema della Protezione Civile, sugli appalti di opere pubbliche milionarie agli amici di merende e di svago sessuale, sullo spreco di fiumi di denaro pubblico per le frivolezze offerte al G 8 tenutosi in città, mentre gli aquilani si leccavano le ferite, unito alla preoccupante accertata presenza di mafiosi oltre che di corrotti in Parlamento, fa inorridire i cittadini e deve scuotere una volta per tutte la Politica ed i Partiti… prima che sia troppo tardi.

I Partiti non possono limitarsi a giudizi a posteriori ad ogni fatto increscioso, ma dovrebbero prevenire non mettendo in lista persone poco pulite e non accettando intrecci e collusioni con il mondo affaristico.

Il denaro sprecato o finito nelle tasche dei disonesti, per di più in un contesto di crisi economica, è denaro tolto alle esigenze dei cittadini, alla creazione di posti di lavoro, alla ricostruzione delle case, al funzionamento di scuole ed ospedali.

Bisogna reagire, indignarsi e mobilitarsi per sconfiggere il malcostume nella gestione della cosa pubblica e nessuno può permettersi di giustificare o minimazzare quanto sta succedendo, che rischia di minare la coesione sociale e la vita democratica.

A L’Aquila, la percezione di questo sistema di corruttela in una situazione di difficoltà economica, di ritardi nella ricostruzione, di disgregazione sociale dovrebbe essere ancora più forte e preoccupante e dovrebbe spingere i diversi livelli di governo ad una risposta ferma ed unitaria.

Perché i Consigli: Comunale, Provinciale e Regionale, non si riuniscono insieme per alzare una voce – una sola voce – che dica : Basta. Cambiamo pagina e ridiamoci una credibilità collettiva, necessaria per arginare le infiltrazioni malavitose e le forme di corruzione, ma anche per ripartire e per ricostruire la città insieme con i cittadini, senza delegare il compito ai santi protettori o al fato.

Noto, al contrario, silenzio e quasi rassegnazione, ma questo è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete da parte delle Istituzioni Pubbliche. Chi non se la sente può pure scendere dell’autobus.

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