Con la vittoria di Del Corvo alle Elezioni provinciali
dell’Aquila, la situazione politica regionale
ha assunto l’aspetto di un monocolore di destra che percorre i diversi
livelli del Governo Locale, dalla costa alla montagna, dalle Province
ai Comuni più importanti, in uno dei più brutti periodi che sta
vivendo la società abruzzese.
La condizione economica è sempre più critica, le aziende
licenziano, la disoccupazione aumenta insieme con l’insicurezza nelle
città, mentre Politici ed Amministratori appaiono impotenti o incapaci
di dare risposte adeguate e concrete, quando non si macchiano di
comportamenti clientelari o poco trasparenti.
Il Pd L confida tutto nei provvedimenti del Governo nazionale e
nella capacità di persuasione di Berlusconi : è poco di fronte alla
gravità dei problemi sociali ed economici che abbiamo davanti.
E la Sinistra che fa?
Oggi, il suo consenso elettorale è ai minimi storici , il numero degli
amministratori si è di molto assottigliato e, soprattutto, il suo
radicamento sociale si è fortemente indebolito.
Dopo avere inanellato una serie di sconfitte, continua a
minimizzare i risultati, dando colpa solo al vento berlusconiano,
senza fare mai una seria autocritica.
La verità è che il Centrosinistra non ha ben governato, quando è
stato chiamato dai cittadini al Governo nazionale,regionale e locale,
salvo eccezioni. Ha pensato alla gestione ordinaria, all’occupazione
di spazi di potere senza dare segnali di reale cambiamento e di
concreto riformismo, quando non è incappato in vicende poco nobili di
cattiva politica.
I casi di Del Turco e di D’Alfonso pesano e segnano la fine della
diversità morale, vanto di una
certa sinistra rappresentata dal P.D..
E gli elettori non dimenticano: o cambiano schieramento o non vanno a votare
L’esito negativo del voto a L’Aquila ha anche questa motivazione e
conferma che non basta una donna sola al comando per vincere né tanta
visibilità, quasi a gareggiare con l’onnipresente Berlusconi. C’è
bisogno di Buona amministrazione, di risposte chiare, di
coinvolgimento di cittadini e di territori.
Il Centrosinistra deve prendere atto con serenità di queste ultime
sconfitte a L’Aquila ed a Chieti e da subito deve cambiare pagina.
A L’Aquila, come in Abruzzo, si apre una stagione nuova, che
richiede facce nuove e metodi nuovi. Non possono esserci uomini per
tute le stagioni.
Il P.D. deve rendersi conto di questa necessità, insieme a quella
altrettanto importante di una coalizione rinnovata e costruita sul
piano di pari dignità.
Il P.D. e tutto il Centrosinistra devono tornare fra la gente,
devono ascoltare i bisogni delle comunità ed uscire dalle stanze
ovattate del potere.
L’Italia dei Valori farà la sua parte, realizzando una rete di
ascolto e di organizzazione sul territorio per portare la voce dei
cittadini dentro le sedi delle istituzioni; contribuirà a costruire
una vera alternativa di governo senza trascura il suo ruolo di
Partito-Movimento che non si adagia nella gestione del potere.
Un’alternativa di governo in Abruzzo comincia da una proposta
politica e programmatica chiaramente alternativa a quella delle
Destre,da un coivolgimento reale dei cittadini e dalla credibilità di
una nuova classe dirigente.
I cittadini attendono una svolta radicale nel modo di fare
politica.I partiti non possono ancora deluderli se vogliono evitare
nuove sconfitte.
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