venerdì 15 ottobre 2010

Centrale termoelettrica a biomasse prevista a Bazzano:

Il silenzio del Comune offende i cittadini e copre un affare dannoso per la collettività L’I.d.V. vuole chiarezza e traspaerenza.
Da settimane è stata richiamata l’attenzione dell’Amministrazione comunale sul problema della realizzazione a Bazzano della Centrale termoelettrica a biomasse della potenza di 5,5 MW, che ha suscitato seri dubbi sulla compatibilità ambientale e sui pericoli per la salute della popolazione.
Le caratteristiche e la potenza dell’impianto, in presenza di possibili difficoltà nel reperimento dell’ingente quantitativo di piante da bruciare, potrebbero consentire in futuro la riconversione della Centrale a biomase in un vero inceneritore, com’è avvenuto altrove.
Le prese di posizioni pubbliche, la richiesta di chiarimenti del Consigliere comunale,Alì Salem, la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale da parte delle 4 Circoscrizioni interessate non sono stati sufficienti per convincere il Sindaco, il Presidente del Consiglio, l’Assessore competente a prendere una iniziativa ufficiale per fare chiarezza su questo progetto, per spiegare alla città gli aspetti tecnici dell’impianto, per tranquillizzare i cittadini sui pericoli ed i dubbi sollevati.
In questi 18 mesi in cui quasi tutto è calato dall’alto e le Istituzioni locali hanno subito quasi tutto, c’era chi rideva pensando agli affari della ricostruzione e chi pensava di realizzare una Centrale termoelettrica nella zona dell’epicentro del sisma: infatti, proprio a maggio 2009 comincia l’iter amministrativo del progetto suddetto ad opera della società Power Engineering spa di Milano, quando i cittadini erano ancora storditi ed alle prese con la ricerca di un tetto e di un pasto caldo.
Dopo mesi, nel silenzio generale, arrivano le autorizzazioni necessarie della Regione e della Provincia, unite all’accoglimento favorevole del Comune : e così tutto è a posto, fregandosene dei cittadini che vorrebbero tornare a vivere con serenità e senza ulteriori rischi per la loro salute, causati magari dalle scete scellerate dell’uomo e delle Istituzioni che dovrebbero tutelarli!
L’Italia dei Valori sta dalla parte dei cittadini, che chiedono solo chiarezza su questa Centrale termoelettrica, che vorrebbero essere sicuri di non ammalarsi un domani e che gradirebbero essere coinvolti in scelte così impegnative e condizionanti per lo sviluppo del territorio
La verità è, purtroppo, che in questa città la politica dominante ai vari livelli è abituata ad acconsentire ad ogni tipo di iniziativa, al di là del merito e della bontà, assecondando il saccheggio del territorio cittadino.
L’Aquila 15-10-2010
Lelio De Santis - Italia dei Valori

sabato 2 ottobre 2010

ATTENZIONE ALL’AGGRESSIONE DEL TERRITORIO.


L’AQUILA NON HA BISOGNO DI UNA MEGA CENTRALE DA BIOMASSE VEGETALI, MA DI INVESTIMENTI VERI PER UNO SVILUPPO LOCALE ECOCOMPATIBILE.
L’I. d. V. vuole chiarezza
La mancanza di un’idea di città , di una visione complessiva del territorio aquilano e di regole certe sul piano urbanistico favoriscono da tempo il proliferare di insediamenti artigianali o commerciali, di abitazioni o di prefabbricati,ed ora anche di discutibili impianti industriali.
E’ il caso della Centrale termoelettrica, annunciata in questi giorni, di 5,5 megawatt di potenza con produzione di energia elettrica stimata in8 gigawattora/anno da biomasse vegetali, approvata dalla Regione e dalla Provincia, prevista a Bazzano.
Il Gruppo di imprese, costituito da Futuris Aquilana srl, da Futuris spa e da MD-D Power Engineering spa, intende realizzare giustamente i suoi interessi, non pensando ai problemi che si creano ed alle ripercussioni sul piano ambientale.
Questa preoccupazione dovrebbero averla le Istituzioni Locali, a cui compete il compito di valutare la bontà del progetto e di verificare le compatibilità ambientali, urbanistiche e socio-economiche.
Di sicuro, bisognerà estirpare i pioppeti ed i boschi del circondario per alimentare questo megaimpianto;
di sicuro produrrà una qualche forma di inquinamento;
di sicuro metterà in seria difficoltà le attività commerciali ed industriali della zona.
I cittadini potrebbero pagare caro le conseguenze di una decisione calata dall’alto, che risponde ad esigenze economiche di imprenditori privati e non certamente ad un disegno di sviluppo locale, appropriato e condiviso.
L’Area di Bazzano è diventato il Polo Sud di L’Aquila , densamente abitato, con il progetto CASE, con L’Università, con i Centri Commerciali, con gli Uffici Pubblici: che senso ha piazzare lì un mostro che brucia legna ed emette- nonostante l’uso di filtri e le possibili precauzioni - polveri ed altre schifezze, per produrre solo ricchezza per il privato?
IL Sindaco della città ha il dovere di vigilare e di informare i cittadini
I cittadini residenti, prima ancora del Consiglio Comunale e della Circoscrizione, devono sapere e vederci chiaro.
L’I.d.V. certamente non starà in silenzio; l’I.d.V. non starà muto come tanti altri Partiti ,Associazioni Ambientaliste,Amministratori Locali.
Le vicende giudiziarie di questi giorni dovrebbero rafforzare negli Amministratori pubblici l’esigenza di trasparenza e di approfondimento di ogni iniziativa che muove denaro ed incide pesantemente sul territorio, territorio da salvaguardare e da valorizzare nelle sue emergenze naturali e culturali.
L’Aquila, 2-10-2010