E lo fanno con la presenza di Esponenti importanti dell’Amministrazione comunale e del P.D., che un giorno contestano la gestione commissariale e verticistica del Governo, ed un altro giorno chiedono aiuto ed attenzione al Capo del Governo per finanziamenti una tantum per mantenere in piedi queste strutture culturali, utilizzando i fondi della S.p.A. Arcus in luogo del Fus e dei fondi regionali- cosa che sarebbe più logica-.
Questo è un modo riduttivo ed opportunistico per affrontare il grande problema della cultura e delle Istituzioni culturali, che non può essere risolto invocando l’intervento del premier, capitato qui per caso o per altri motivi, ed accettando di fatto un metodo che a parole si rifiuta.
L’Aquila, che si candida a Capitale europea della cultura nel 2019, ha bisogno di un vero progetto di valorizzazione di tutte le risorse culturali presenti nel territorio, e non solo del- le solite anche se importanti Istituzioni; ha bisogno di ridare dignità e valore al suo patrimomio storico-culturale; ha bisogno, soprattutto, di aprire e di rinnovare il cerchio della dirigenza di Enti ed Associazioni culturali, che in qualche caso resiste da decenni!
Il Comune, la Provincia e la Regione, invece di occuparsi di cultura alla giornata e solo sul piano finanziario, dovrebbero parlarsi e costruire insieme una prospettiva realistica e credibile per L’Aquila- Città di arte e cultura, da presentare all’attenzione del Governo.
L’Aquila necessita di progetti condivisi e di fondi certi e duraturi, anche nella Cultura…
L’aquila, 8-11-2011
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