martedì 27 aprile 2010

Le figuracce del Comune e della Provincia non aiutano la rinascita dell’Aquila.

Ad  un anno dall’evento sismico, il territorio aquilano è ancora in
piena emergenza : l’economia soffre di una crisi grave che investe
tutti i settori produttivi e che colpisce
 in particolare le categorie più deboli; la ricostruzione è ferma, al
di là dei messaggi rassicuranti che provengono dalle Istituzioni; le
macerie stanno lì, in attesa di conoscere i siti più volte annunciati
per lo smaltimento; migliaia di aquilani aspettano di poter tornare in
una casa….Ed intanto incombe il rischio che non sia prorogata la
sospensione dei versamenti di tasse,mutui,prestiti in scadenza al 30
Giugno.
  In un contesto così difficile e preoccupante, ci vorrebbe una
risposta forte ed unitaria degli Enti e delle Istituzioni Locali, a
partire dal Comune Capoluogo e dalla Provincia , che sono più vicini
alle esigenze del territorio.

venerdì 2 aprile 2010

L’Abruzzo è un monocolore : la Regione e le 4 Province al PdL. Il C.S. che aspetta a cambiare uomini e progetti?

   Con la vittoria di Del Corvo alle Elezioni provinciali
dell’Aquila, la situazione politica regionale
ha assunto l’aspetto di un monocolore di destra che percorre i diversi
livelli del Governo Locale, dalla costa alla montagna, dalle Province
ai Comuni più importanti, in uno dei più brutti periodi che  sta
vivendo la società abruzzese.
    La condizione economica è sempre più critica, le aziende
licenziano, la disoccupazione aumenta insieme con l’insicurezza nelle
città, mentre Politici ed Amministratori appaiono impotenti o incapaci
di dare risposte adeguate e concrete, quando non si macchiano di
comportamenti clientelari o poco trasparenti.
   Il Pd L confida tutto nei provvedimenti del Governo nazionale e
nella capacità di persuasione di Berlusconi : è poco di fronte alla
gravità dei problemi sociali ed economici che abbiamo davanti.
    E la Sinistra che fa?
Oggi, il suo consenso elettorale è ai minimi storici , il numero degli
amministratori si è di molto assottigliato e, soprattutto, il suo
radicamento sociale si è fortemente indebolito.
   Dopo avere inanellato una serie di sconfitte, continua a
minimizzare i risultati, dando colpa solo al vento berlusconiano,
senza fare mai una seria autocritica.
   La verità è che il Centrosinistra non ha ben governato, quando è
stato chiamato dai cittadini al Governo nazionale,regionale e locale,
salvo eccezioni. Ha pensato alla gestione ordinaria, all’occupazione
di spazi di potere senza dare segnali di reale cambiamento e di
concreto riformismo, quando non è incappato in vicende poco nobili di
cattiva politica.
   I casi di Del Turco e di D’Alfonso pesano e segnano la fine della
diversità morale, vanto di una
certa sinistra rappresentata dal P.D..
   E gli elettori non dimenticano: o cambiano schieramento o non vanno a votare
   L’esito negativo del voto a L’Aquila ha anche questa motivazione e
conferma che non basta una donna sola al comando per vincere né tanta
visibilità, quasi a gareggiare con l’onnipresente Berlusconi. C’è
bisogno di Buona amministrazione, di risposte chiare, di
coinvolgimento di cittadini e di territori.
   Il Centrosinistra deve prendere atto con serenità di queste ultime
sconfitte a L’Aquila ed a Chieti e da subito deve cambiare pagina.
   A L’Aquila, come in Abruzzo, si apre una stagione nuova, che
richiede facce nuove e metodi nuovi. Non possono esserci uomini per
tute le stagioni.
   Il P.D. deve rendersi conto di questa necessità, insieme a quella
altrettanto importante di una coalizione rinnovata e costruita sul
piano di pari dignità.
   Il P.D. e tutto il Centrosinistra devono tornare fra la gente,
devono ascoltare i  bisogni delle comunità ed uscire dalle stanze
ovattate del potere.
   L’Italia dei Valori farà la sua parte, realizzando una rete di
ascolto e di organizzazione sul territorio per portare la voce dei
cittadini dentro le sedi delle istituzioni; contribuirà a costruire
una vera alternativa di governo senza trascura il suo ruolo di
Partito-Movimento che non si adagia nella gestione del potere.
 Un’alternativa di governo in Abruzzo comincia da una proposta
politica e programmatica chiaramente alternativa a quella delle
Destre,da un coivolgimento reale dei cittadini e dalla credibilità di
una nuova classe dirigente.
   I cittadini attendono una svolta radicale nel modo di fare
politica.I partiti non possono ancora deluderli se vogliono evitare
nuove sconfitte.

Elezioni Provinciali: Il Centrosinistra ha perso male. Adesso, coraggio e facce nuove.

    La sconfitta del Centrosinistra e della Pezzopane merita una
valutazione attenta e non istintiva,

meditata e non risentita. E il prodotto di ragioni locali ed
amministrative, ma anche di ragioni politiche più complessive, che
attengono al progetto politico del P.D.in Abruzzo e non solo a
L’Aquila.

     La sconfitta di queste Elezioni Provinciali è l’ultima di una
serie che ha riguadato la Regione, le altre Province, i Comuni di
Teramo, di Pescara , di Chieti e di tanti altri Comuni minori, come
Raiano, ultima roccaforte della sinistra postcomunista.

    Non considerare questo contesto politico generale rischia di
produrre analisi parziali e di non mettere il dito nella piaga ,che è
politica prima che amministrativa.

    La verità è che il Centrosinistra non ha ben governato, quando è
stato chiamato dai cittadini al Governo Nazionale, Regionale e Locale,
salvo eccezioni.

    Non ha avuto il coraggio delle decisioni e della chiarezza delle
posizioni.Ha pensato alla gestione ordinaria, all’occupazione di spazi
di potere senza dare segnali di reale cambiamento e di concreto
riformismo, quando non è incappato in vicende poco nobili di cattiva
politica.

    I casi Del Turco e D’Alfonso portano alla fine della diversità
morale ed amministrativa che era un vanto di una certa sinistra
rappresentata dal P.D.. E gli elettori non dimenticano : o cambiano
schieramento o non vanno a votare.

    L’esito negativo delle Provinciali dell’Aquila ha evidentemente
ragioni specifiche e locali, unite al forte condizionamento della
presenza di Berlusconi nell’emergenza post terremoto.

    Il ruolo ed il lavoro appassionato di Pezzopane, insieme alla sua
forte visibilità mediatica, non sono stati sufficienti ad arginare il
vento berlusconiano che ha spinto il PdL a vincere senza mai parlare
di idee e di progetti per la ricostruzione o di proposte per un
diversa attività amministrativa.

    Una donna sola al comando non basta.  Se Assessori per 6 anni non
si candidano e quelli che si candidano non ricevono consensi, allora
c’è un problema che rimanda alla  credibilità degli Assessori  stessi
ed al lavoro prodotto della Giunta provinciale sul territorio, visto
anche il risultato della Marsica e della Valle Peligna.

    I partiti hanno le loro colpe ed hanno presentato liste che non
sempre sono state di peso e di qualità. Ma neanche è corretto
chiamarli in causa solo quando si perde.

    Fatte tutte le analisi, è doveroso riconoscere la sconfitta e fare
gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente, Del Corvo.

    Il Centrosinistra deve serenamente prendere atto di quest’ultima sconfitta.

    Da domani deve cambiare pagina. Si apre una nuova stagione
politica, che richiede facce nuove e metodi nuovi.

    Un’alternativa di governo al PdL a L’Aquila, come in Abruzzo,
comincia da un serio progetto politico per una società moderna, dal
coinvolgimento dei cittadini e dalla credibilità di una nuova classe
dirigente