giovedì 30 settembre 2010

DOPO 18 MESI SI SVEGLIA LA REGIONE. E UNA COMMISSIONE NON SI NEGA A NESSUNO...



Si è svegliata anche la Regione e, dopo appena 18 mesi, ha deciso di occuparsi di terremoto e di ricostruzione, approvando in Consiglio Regionale l’istituzione di una Commissione speciale per elaborare un Legge sulla ricostruzione.
L’Italia dei Valori da mesi batte i pugni al riguardo, solo oggi finalmente il centrodestra è d’accordo.
Meglio tardi che mai, considerato il ruolo centrale e decisivo che dovrebbe svolgere l’Ente Regione nell’indirizzo e nella pianificazione degli interventi in tutta l’area del cratere : se questo ruolo l’avesse svolto con convinzione, probabilmente non avremmo assistito al conflitto Enti Locali-Governo Nazionale, Comitati- Protezione Civile, e soprattutto ad una poco trasparente e mai condivisa gestione di questa prima delicata fase della ricostruzione, che ha creato problemi e difficoltà quotidiane ai cittadini
Una Legge da presentare al Parlamento dovrà essere scritta tenendo conto di quello che finora è stato prodotto a livello cittadino e dei contributi già elaborati, con la partecipazione democratica delle Istituzioni locali, delle Organizzazioni sociali, degli Ordini professionali,dell’Università.
Dovrà servire per uscire dalle imposizioni delle Ordinanze a termine ed a dare concretezza, certezza e prospettiva alla ricostruzione.
Bisogna fare bene e subito, evitando il vecchio vizio della politica che, di fronte ad un problema di difficile soluzione, trova subito il consenso per istituire una commissione e poi, pensando così di aver risolto il problema, tutto si ferma…
Sarebbe un altro schiaffo agli aquilani che sono stufi delle chiacchiere e che non hanno fiducia nei loro governanti:
Provate almeno una volta, cari Consiglieri Regionali, a fare una cosa seria ed utile per la collettività, dimostrando che le migliaia di euro che guadagnate ogni mese non sono soldi rubati!

L’Aquila,30-9-2010

mercoledì 22 settembre 2010

Bene Cialente, adesso tocca a Chiodi e Cicchetti.



Non è mai troppo tardi! Dopo mesi di riflessioni e di contrasti, in cui un giorno abbracciava Bertolaso ed un altro lo criticava, Cialente ha capito che doveva uscire da una condizione difficile che lo vedeva svolgere allo stesso tempo il ruolo del diavolo e dell’acqua santa.
Le dimissioni da vice Commissario alla ricostruzione, già complicato da associare a quello di Sindaco, era diventato insostenibile con la nomina del vero Commissario, Cicchetti, mandato ad operare per indirizzare scelte e decisioni assecondando i voleri dei Palazzi Romani.
Prima o dopo, i problemi esplodono ed i cittadini cominciano a farsi sentire ed allora bisogna fare chiarezza ed ognuno deve fare la propria parte, uscendo dalle ambiguità o dai momentanei opportunismi.
Il Sindaco faccia il Sindaco, il Presidente della Regione faccia il Presidente ed un’Autorità imparziale, competente, senza interessi o condizionamenti e che goda la fiducia di tutti, faccia il Commissario per la ricostruzione.

Nell’interesse della città e per affidare la responsabilità della ricostruzione a mani capaci e decise, lungo un percorso chiaro e condiviso da tutte le Istituzioni Locali e dai cittadini, si dimettano anche Cicchetti, che potrà così tornare alle sue numerose attività, e Chiodi, che potrà così meglio affrontare il terremoto giudiziario che ha colpito la sua Giunta.
L’Aquila,22-9-2010

soppressione da lunedì 25 di altre 13 corse ferroviarie sulle tratte Sulmona-L’Aquila ed Avezzano-Cassino

Un altro colpo all’Abruzzo Interno: la soppressione da lunedì 25 di altre 13 corse ferroviarie sulle tratte Sulmona-L’Aquila ed Avezzano-Cassino è una provocazione

Dopo la chiusura per tutto il mese di Agosto della linea ferroviaria Sulmona-L’Aquila con la giustificazione di lavori urgenti ( quali erano ?), oggi viene anunciata la decisione della soppressione di ben 13 corse di treni giornalieri sulle linee Sulmona-L’Aquila ed Avezzano-Cassino: si tratta di una decisione incomprensibile ed assurda che penalizza tutto il territorio della provincia aquilana, che già soffre tanti disagi sul piano sociale ed economico.
In nome della razionalizzazione o della riduzione dei costi si taglia un servizio essenziale, già molto ridotto, e si taglia il personale dipendente e degli appalti ferroviari, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sociali prodotte sul territorio.
E tutto questo avviene nel silenzio assoluto della Regione Abruzzo e della Provincia che, come in passato, non hanno battutto un colpo e non riescono a rappresentare le giuste esigenze della popolazione delle zone interne, che continua ad essere trascurata e privata anche dei servizi indispensabili.
In un momento particolare, con una Regione nell’occhio del ciclone per il malaffare e la corruzione, con i problemi del terremoto, con la disoccupazione in forte aumento, le Istituzioni ai vari livelli non possono abbandonare e lasciare morire le zone interne, privandole anche del diritto alla mobilità!
Le provocazioni come questa alimentano solo la ribellione dei cittadini ed il disprezzo della politica : Il presidente Chiodi e l’Assessore Morra affrontino subito questo problema e dicano- con un segnale positivo- che è possibile ancora vivere in questo pezzo d’Abruzzo.


L’Aquila, 22-9-2010

Lelio De Santis

Responsabile Enti Locali – I.d.V.

martedì 21 settembre 2010

L’OCCUPAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE HA DELLE RAGIONI:


ASSENZA DI UN GOVERNO LOCALE AUTOREVOLE, ARROGANZA DEL GOVERNO NAZIONALE E… LA RABBIA LEGITTIMA DI PRECARI, DISOCCUPATI, CITTADINI.

Prima o dopo, i cittadini reagiscono, i precari si incazzano, i senza casa protestano di fronte ad una realtà difficile e paludosa, che il Governanti cercano di edulcorare e di ammantare di giustificazioni e di promesse, che a 17 mesi dal sisma si rivelano spesso solo chiacchiere.
Insieme con tutti i problemi irrisolti della ricostruzione, che si vuole gestire -di fatto – con un solo ed unico Commissario, Cicchetti, vengono al pettine i problemi esistenziali dei nuovi poveri, i precari, che non sanno come arrivarealla fine del mese.
Si tratta di una nuova categoria sociale: i precari della Scuola, i precari della Regione, i precari della Provincia, che rischiano di essere espulsi in modo ingiustificato dal mondo del lavoro, mentre assistono a fenomeni di sperpero di denaro e di corruzione ad ogni livello.
Il Sindaco, Cialente, inconsapevole ed ambiguo protagonista di questo drammatico momento storico, da una parte alimenta la protesta, contestando a parole la nomina di Cicchetti, dall’altra non rappresenta e non interpreta le istanze e le aspettative dei cittadini.
Mi domando, dopo la imposizione del Commissario, Cicchetti, e dopo la comprensibile occupazione dell’Aula del Consiglio Regionale, cosa aspetta Cialente a dimettersi da impotente Vice-Commissario per la ricostruzione, per svolgere – in sintonia con le forze vive e democratiche della città- a tempo pieno ed con forza il ruolo di Sindaco, eletto dai cittadini?
L’Aquila, 21-9-2010

giovedì 16 settembre 2010

UNA CITTA’ IN MANO AI COMMISSARI ED ALLE LOBBY.


PIAZZA D’ARMI : L’ESEMPIO DELL’IMPROVVISAZIONE
LAquila non sarà mai più la città che abbiamo conosciuto a causa del terremoto, che l’ha sfigurata, ma anche a causa degli Amministratori Locali, Comunali-Provinciali-Regionali, che hanno dimenticato com’era ieri e non riescono ad immaginare come dovrà essere domani.
A 17 mesi dal sisma, non c’è un vago progetto complessivo di città o una sola idea di città possibile da condividere con i cittadini: intanto spuntano, dovunque come funghi, strutture solide, abitazioni, attività commerciali per effetto di concessioni provvisorie, che da noi significa concessioni definitive.
Ho pensato finora che questo dipendesse solo da una mancanza di progettualità e da un limite di cultura amministrativa dei Governanti : ora appare sempre più evidente che l’assenza di un disegno chiaro ed organico, la mancanza di regole e di criteri oggettivi favorisce gruppi di potere, lobby affaristiche ed interessi di pochi a danno della collettività.
La vicenda dell’utilizzo di piazza d’Armi è il simbolo dell’improvvisazione e delle contraddizioni presenti nell’attività amministrativa comunale, che prima decide la destinazione dell’area a verde pubblico ed impianti sportivi, e poi cambia idea e approva un progetto di assetto diverso, farraginoso e privo di un’identità, con la previsione di nuovi edifici ed ulteriori volumetrie,
senza un minimo di partecipazione dei cittadini, soprattutto quelli che abitano nella zona.
Ed invece di essere coinvolti nel definire percorsi condivisi nella ricostruzioneo , i cittadini sono chiamati a schierarsi fra favorevoli e contrari al mercato a piazza d’Armi, fra favorevoli e contrari alla Chiesa, già realizzata per volontà superiore e nel silenzio degli Amministratori Locali, fra favorevoli e contrari al Parco urbano…
Io voglio essere a favore della città degna di questo nome , in cui c’è posto per tutti ..al posto giusto, a favore di Chi vuole fare…ma rispettando le regole, a favore di Chi vuole la difesa del diritto al lavoro..e non la concessione di un favore.
Amministrare significa decidere nell’interesse della collettività, non solo di Alcuni soggetti o gruppi sociali; significa dire dei Sì ed anche dei No, significa avere lungimiranza e progettualità:
caratteristiche e competenze che non vedo nell’attuale Assetto gestionale del Comune dell’Aquila.

L'Aquila,16-9-2010
Distinti saluti
Lelio De Santis
Responsabile Enti Locali Italia dei Valori