L’ordinanza omnibus del Governo Monti contiene risposte concrete e positive sui modi e sui tempi della ricostruzione, oltre che alcune prime certezze sui fondi disponibili per gli interventi sul patrimonio edilizio privato e su quello pubblico.
Vengono mandati a casa i due Vice Commissari, Cicchetti e Marchetti, ma rimane al suo posto il Commissario, Gianni Chiodi, che canta vittoria, e questo è un limite o una contraddizione di una decisione che non coglie fino in fondo la necessità di una gestione pienamente responsabile ed autonoma da parte delle Istituzioni locali.
Il fatto importante è che finalmente, dopo tre anni, si può cominciare a ricostruire L’Aquila e nessuno può accampare più scuse, nessuno può nascondersi più dietro scontri e polemiche sterili, che hanno danneggiato la città.
Ma per evitare gli errori ed i ritardi del passato, c’è bisogno di una nuovo Governo locale, con più incisività, più collegialità ed ad alto rigore morale, che pensi di più al bene della città e meno agli interessi dei singoli o delle lobby.
Un’alternativa credibile ed affidabile è possibile,sia rispetto alla macchina usata un po’ arrugginita dalla gestione del potere rappresentata dal sistema Cialente e sia rispetto all’arca di Noè di De Matteis, che nell’intento di arrivare in fondo rischia di imbarcare belli e brutti, ambientalisti e cementificatori, a danno della governabilità.
Un altro scontro di potere fra due mondi simili,quello di Cialente e quello di De Matteis non è utile alla città.
L’I.d.V. propone il superamento del pericolo dell’eterno conflitto con l’alternativa della competenza amministrativa e della condivisione delle scelte politiche avendo in mente solo il bene degli Aquilani e la ricostruzione della città.
L’Aquila, 24.03.2012